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NORME PIU' SEVERE PER CHI ABBANDONA RIFIUTI INGOMBRANTI

 

 

Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 gennaio 2009 è stato dichiarato lo stato di emergenza in materia di rifiuti urbani in tutto il territorio della provincia di Palermo fino al 31 dicembre 2009. Il provvedimento scaturisce dalla necessità di attuare alcuni interventi strutturali sulla discarica palermitana di Bellolampo, ormai prossima alla saturazione, allo scopo di incrementarne l'attuale capacità di deposito e stoccaggio  dei rifiuti. Lo stato di emergenza ha fatto scattare l’applicazione delle misure di prevenzione ed il regime sanzionatorio già previsto da novembre scorso per la Campania.

  Le nuove stringenti norme sanzionatorie che si applicano nel territorio della provincia di Palermo hanno sia detentiva che pecuniaria. È previsto il carcere fino a tre anni e sei mesi per chiunque abbandona, scarica, deposita sul suolo o nel sottosuolo o immette nelle acque superficiali o sotterranee ovvero incendia rifiuti pericolosi, speciali ovvero rifiuti ingombranti domestici e non, di volume pari ad almeno 0,5 metri cubi e con almeno due delle dimensioni di altezza, lunghezza o larghezza superiori a cinquanta centimetri. Basta in sostanza abbandonare una lavatrice, un armadio o un tavolo per incorrere nel reato e per vedersi sequestrato il mezzo usato per il trasporto del rifiuto. Se poi i rifiuti abbandonati sono rifiuti pericolosi (ad esempio pile esauste, batterie d’auto esauste, farmaci scaduti o inutilizzati, rifiuti etichettati con la sigla T/F, fitofarmaci e pesticidi, oli esausti, tubi neon e lampade a fluorescenza, materiale di eternit, pneumatici, toner, fotocopiatori) le forze di polizia possono anche procedere all’arresto in flagranza di reato. Sanzioni penali più pesanti sono inoltre previste per i titolari di impresa e responsabili di enti che i rifiuti li abbandonano, scaricano o depositano. Anche per chi abbandona o deposita il semplice sacchetto della spazzatura o rifiuti diversi incorre nella sanzione amministrativa pecuniaria da cento a seicento euro. Un giro di vite, dunque, per evitare il perdurare di rifiuti ingombranti per le vie cittadine.